Giorgio Primiceri

Giorgio Primiceri nasce a Matino il 23 aprile 1902 e consegue nel 1925 la laurea in Economia e presso l’allora Università Commerciale Luigi Bocconi.

Dopo la laurea, ancora giovanissimo, è già direttore del Consorzio Agrario Cooperativo di Matino, nato nel 1899 sulla scorta dell’esperienza di altri consorzi.

Primiceri fu uno dei primi a capire l’importanza di particolari iniziative, a favore degli agricoltori, che incentivassero le operazioni di credito agrario.

 

Giorgio Primiceri riesce in pochi anni a rivoluzionare l’azienda, a infondere fiducia e garantire sostegno agli associati, nonostante un contesto storico mondiale decisamente in crisi, colpito dagli effetti nefasti della Prima Guerra Mondiale e dalla grande depressione causata dal crollo di Wall Street del ’29.

Il Sud, strutturalmente debole, ne risente in maggior misura e le società cooperative tentano, come possono, di arginare i pesanti disagi di gran parte della popolazione, soprattutto degli agricoltori. Sono gli anni in cui le parole e le dichiarazioni d’intenti non bastano a sfamare la gente, occorrono azioni concrete, imprese che sanno stare sul mercato, capacità di adattamento alle mutevoli condizioni, occorre infine il coraggio di agire, anche rischiando in proprio.

Il giovane Primiceri mette a disposizione tutte le sue doti di uomo d’azienda e la sua lungimiranza a favore del Consorzio, ideando strumenti di protezione e sostegno dei soci e di promozione economica e sociale per contribuire allo sviluppo del territorio con nuove attività imprenditoriali.

Passano gli anni, l’Italia è sotto il regime fascista e nella piccola Matino si continua a fare impresa. Il Consorzio però rischia di scomparire a causa di un Decreto Legge del 1938 che prevedeva la creazione di Consorzi Agrari Provinciali. In difesa dell’autonomia consortile e dei suoi associati, Giorgio Primiceri decide di scinderlo, creando due nuove aziende: la Cooperativa fra Produttori Agricoli di Matino, che si sarebbe occupata di gestire le attività commerciali ed industriali legate all’agricoltura, e la Banca Agricola di Matino, per la gestione delle attività di raccolta del risparmio e di concessione del credito.

Scoppia il secondo conflitto mondiale che lascia dietro di sé un deserto di macerie fumanti e un mare di bisogni e miseria. Tutta l’Italia è al lavoro pronta a ricostruirsi e ripartire, così anche il Salento si adopera alla riorganizzazione della vita e del lavoro con un grande sostenitore al suo fianco, la Banca Agricola di Matino che incoraggia il risparmio e promuove le iniziative imprenditoriali.

Comincia così il lungo e crescente percorso di questa piccola Banca che stava riscattando un lembo di terra spesso dimenticato, cavalcando il boom economico degli anni cinquanta che “invadeva” finalmente l’intero Paese.

 

Sotto la guida di Primiceri, nel corso degli anni, la Banca inizia la sua espansione attraverso operazioni di fusione con una Cassa Rurale ed altre Banche Popolari: la Cassa Rurale di Taviano, prima, la Banca Popolare San Lazzaro di Lecce, dopo, e infine la Banca Popolare di DD.PP. di San Pietro Vernotico.

La Banca Agricola di Matino diviene così prima Banca Agricola Popolare di Matino e Lecce e successivamente Banca Popolare Sud Puglia.

I semi messi a dimora su di un terreno apparentemente duro e sterile hanno poi continuato a dare frutti, perché ad otto anni dalla sua morte altri hanno raccolto gli effetti di quella semina e, dalla fusione della Banca Popolare Sud Puglia e della non meno ricca di storia Banca Popolare di Lecce, nasce la Banca Popolare Pugliese.

Giorgio Primiceri lascia la direzione della Banca il 1° gennaio 1972, dopo 47 anni ininterrotti di direzione, per divenirne Presidente. Viene infine nominato Presidente onorario il 1° marzo 1984. Muore poco più di due anni dopo, il 26 luglio 1986.

Dalla sua morte ad oggi sono passati molti anni, la Banca è cresciuta, ha oltrepassato i confini regionali offrendo servizi sempre più avanzati, ha cambiato nel tempo denominazione e struttura, ma resta immutato lo spirito iniziale che ha motivato Giorgio Primiceri: favorire e sviluppare le attività produttive locali, specie quelle minori, con un’attenzione particolare all’ascolto.

 

A memoria del suo operato e del suo valore di uomo ed economista, la cui storia personale si intreccia con quella della Banca, il Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare Pugliese ha accomunato il suo nome a quello della Banca nella denominazione della Fondazione “Banca Popolare Pugliese – Giorgio Primiceri” Onlus.